Il punto di incontro dei tifosi milanisti orgogliosi di non essere uno di loro.

giovedì, 12 novembre 2009
Consigli per gennaio

Il mercato di gennaio non è mai servito per fare grandi acquisti, tuttavia qualche aggiustamento rilevante può essere fatto. Inutile pensare che ci si possa liberare di Huntelaar vendendolo allo stesso prezzo di agosto. L'unico modo per liberarci dell'olandese è quello di organizzare uno scambio, magari anche di prestiti. Queste le possibilità, tutte realizzabili e non costose:

1)Huntelaar + soldi al Siviglia, Luis Fabiano al Milan.
2)Huntelaar + soldi al Totthenam, Pavlyuchenko al Milan.
3)Huntelaar in prestito al Bayern, Toni in prestito al Milan.
4)Huntelaar alla Lazio, Pandev al Milan.

Secondo me tenere al Milan Huntelaar per il resto della stagione sarebbe inutile. Sappiamo bene che Inzaghi non mollerà mai la presa, il secondo attaccante rimarrà SuperPippo e in Champions spesso giocherà addirittura da titolare. Con il modulo attuale l'olandese sarebbe la riserva della riserva, utile quindi solo per la Coppa Italia. Con il rischio che possa perdere anche la nazionale, con un ulteriore danno per la società.

Per il resto, gli acquisti di Bechkam e Adiyiah (che però farà la Coppa d'Africa), saranno utili per dare fiato a Pirlo-Seedorf (il primo) e Ronaldinho-Pato (il secondo).

Così si arriva terzi. Di più non si può ottenere, facciamocene una ragione.

Postato da: elbonito alle ore 08:44 | link | commenti (23)
calciomercato

venerdì, 28 agosto 2009
Una settimana da diavolo - I poveri dal proprietario più ricco

Contrariamente a quanto possa pensare il proprietario del Milan, che così soventemente e malauguratamente interviene coi suoi inopportuni suggerimenti tattici, la formazione schierata da Leonardo contro il Siena non va modificata. Né Ronaldinho né Kakà avevano intenzione di sacrificarsi l’uno per l’altro, l’altruista e generoso Borriello invece corre anche per il Gaucho. La squadra deve ripartire da alcuni punti fermi: Pato seconda punta, Borriello punta di peso se gioca Ronaldinho, Huntelaar o Inzaghi al centro dell’attacco se il trequartista lo fa Seedorf. Cominciamo a dare ordine nell’unico reparto in cui abbiamo problemi d’abbondanza almeno fino a che Pato (unica vera seconda punta a disposizione) sarà sano.

A centrocampo i nostri dipenderanno nel bene e nel male da Pirlo che non ha reali alternative in rosa mentre sul centrodestra e sul centrosinistra dovrebbero agire, seguendo le linee del pensiero di Leonardo, due centrocampisti bravi nelle chiusure laterali ma allo stesso tempo capaci di inserirsi in profondità aggredendo lo spazio ed assecondando le sponde della prima punta oltre che la fantasia del trequartista. Di questi in rosa abbiamo solo Flamini poiché Ambrosini bravo ad inserirsi è invece un po’ più statico quando si tratta di chiudere lateralmente e più lento nel ritrovare una presa di posizione migliore anche a causa della sua imponente struttura fisica mentre Gattuso è l’esatto contrario con dinamicità, esplosività e doti nel recupero  da vendere ma scarso feeling con gli inserimenti. Su Abate mezzala destra ci si potrebbe lavorare in attesa del ritorno di Beckham che sarebbe oro colato per le condizioni di poca scelta in cui versa la nostra mediana.

In difesa attendiamo di verificare l’affidabilità di Storari nel medio-lungo periodo e nelle grandi sfide, affidabilità tutta da dimostrare per l’ex-riserva di Frey alla Fiorentina. Di Roma parla, per ora, la mezza papera al Trofeo Tim. I due centrali, diversi da quelli della scorsa stagione ma non perché Ancelotti non li schierasse di proposito, sono la nota positiva dell’avvio di stagione ma dietro hanno pochi sostituti all’altezza e c’è da augurarsi che a loro non venga neanche un raffreddore. Di Bonera non si sa nulla, di Kaladze idem, di Favalli si potrà immaginare assai difficile un ripetere la scorsa stagione mentre Onyewu è solo un buon stopper che sostituirà nel numero delle presenze e nelle caratteristiche il fu Senderos. Sulle fasce, vera priorità mai soddisfata indicata da Leonardo fin dalla prima conferenza stampa, siamo quantitativamente a posto ma qualitativamente carenti. Tra Oddo, Antonini, Zambrotta, Jankulovski c’è l’imbarazzo della non-scelta. Se vendi Kakà devi restituire il cambio di passo che garantiva alla squadra in un’altra zona del campo per cui servivano due terzini bravi nell’intercettamento e nella capacità di ribaltare l’azione oltre che fisicamente prestanti per evitare i soliti gol di testa presi su diagonale del terzino (quando capita di vederne una!) sovrastato dall’avversario: in pratica la descrizione di Cissokho et similia.

La squadra risulta monca ed incompleta nella sua rosa nel complesso ma anche nell’undici titolare ma tant’è, pare che in Serie A la crisi ci sia solo per noi visto che senza scomodare l’Inter pure Genoa e Napoli ci fanno mangiare la polvere in tema di investimenti. Ma il nostro proprietario è povero … Il nostro proprietario è colui che il 6 giugno dichiarò: “Se Kakà dovesse andare a giocare in un’altra squadra, quello che il Milan ricaverà dalla cessio­ne lo investirà per rinforzare il Milan e fare una squadra molto competitiva. La squadra, dicevo, è dunque monca di due terzini di spinta e di un centrocampista che alternandosi a Pirlo possa dare un volto diverso al centrocampo in certe partite e se vogliamo di un mancino come alternativa a Ronaldinho che giocando da attaccante esterno a destra permetta l’uso di un tridente puro anche a partita in corso. Il derby evidenzierà tutti i nostri pregi e tutti i nostri difetti. Soffriremo sulla nostra corsia sinistra, soffriremo nella posizione di Pirlo a maggior ragione se giocherà subito Sneijder (ricordate Italia-Olanda dell’Europeo?) e sugli inserimenti dei centrocampisti nerazzurri, soffriremo sui tagli verso l’esterno dello loro punte ad allargare i nostri due centrali, soffriremo sui calci piazzati. Soffriranno forse un po’ anche loro se Ronaldinho troverà la posizione giusta per sfruttare l’assenza di Cambiasso, soffriranno se non applicheranno un pressing deciso e compatto sui nostri portatori di palla a difesa in linea schierata , soffriranno se Lucio farà l’attaccante aggiunto lasciando a Pato lo spazio per pungere, soffriranno se Borriello riuscirà vincitore di più di qualche sportellata coi loro centrali.

L’appoggio va a Leonardo ed a tutti suoi collaboratori, primo fra tutti Tassotti ponte ideale fra vecchie e nuove idee. L’appoggio va ovviamente alla squadra tutta che - ne sono convinto - onorerà la maglia nel derby contro la ricca e fortissima Inter così come durante tutta la stagione nonostante sia stata privata di due figure a cui mai avrebbe rinunciato: Kakà ed Ancelotti. L’appoggio non va - da parte mia - alla proprietà che non fa mercato nemmeno nell’anno in cui (s)vende il suo gioiello, che mostra poca considerazione dell’intelligenza del tifoso rossonero ogni volta che apre bocca, che non ha avuto a cuore nessuna delle esigenze di Mister Leonardo e che oltre a tutto questo interviene su questioni al di là delle proprie competenze rendendo ancora più difficoltoso il lavoro di squadra e tecnici.

Postato da: adamos8181 alle ore 02:18 | link | commenti (108)
varie ed eventuali, calciomercato, campionato, consigli per gli acquisti, calcio di livore

venerdì, 21 agosto 2009
Una settimana da diavolo - Riflessioni di un sognatore tradito

Non è stata un’estate come quella dell’anno scorso ma per certi aspetti è meglio così. L’anno scorso siamo stati sedotti e quest’anno siamo stati abbandonati. Ora ne abbiamo preso coscienza. Con l’arrivo di Ronaldinho tutto ciò che venne acquistato dopo fu accolto con entusiasmo ed anche eccessiva sequela di complimenti e di proclami. Perfino Senderos e Shevchenko, arrivati comunque in prestito, ci regalarono momenti di esaltata follia tanto da arrivare a dire: “ecco il nuovo Stam!” o “vedrete che Sheva da noi risorgerà!”. Non tutti ovviamente ma in molti sentivamo di potercela giocare alla pari con l’Inter e di poter  tornare alla conquista dello Scudetto. Il motto della proprietà e della dirigenza era: “faremo una squadra come se dovessimo giocare la Champions invece che la Uefa”, “la proprietà non lesinerà sforzi nonostante i mancati guadagni della Champions” o “vincere lo Scudetto è un obbligo per il nostro allenatore”. Abbagliati forse dal “sogno Ronaldinho” che vedevamo realizzarsi e dalla possibilità di vederlo giocare con Kakà abbiamo probabilmente perso la bussola della razionalità lasciandoci ingannare dalla fumosità di un mercato che col senno di poi possiamo definire rabberciato e poco funzionale ad un serio progetto di rinnovamento se si esclude il francese Flamini unico titolare di centrocampo che riusciamo ad inserire da almeno sette anni, dalla prima vittoria in Champions di Ancelotti.

E ci ritroviamo così, ai nastri di partenza un anno dopo, con una rosa che mai avremmo immaginato; così monca, almeno sulla carta, e lasciata un po' al suo destino. Chi aveva creduto alle promesse di Berlusconi di gennaio riguardo a Kakà o che addirittura ha sperato che in quel famoso lunedì post-elettorale della (non)telefonata ci fosse un improvviso colpo di scena con l’annuncio che l’uomo simbolo del Milan non sarebbe stato (s)venduto è stato tradito. E’ stato tradito come tifoso, come sognatore, come appassionato, come amante delle favole e delle storie a lieto fine. Non si può pretendere che le persone a cui per più di vent’anni viene detto che il Milan è qualcosa di diverso dove i bilanci non c’entrano niente e c’entra solo il tifo si abituino da un giorno all’altro che non è più così e che forse non è stato mai così. Il tifoso rossonero meritava più rispetto, più sincerità, più chiarezza e forse avrebbe cercato di capire o di giustificare ma c’è chi è stato qui tutto quel famoso lunedì sera o in qualunque altro angolo del mondo colorato di rossonero sperando che quella (s)vendita davvero non fosse stata ancora fatta, c’è chi ha sofferto e magari ha anche pianto lacrime amare guardano il poster del numero 22 o la maglia comprata qualche mese prima (e che ora vede sulle spalle di Borriello), c’è chi si chiede se chi guida il Milan sia stato male altrettanto o se abbia agito con lucida freddezza e squallido distacco. C’è chi sperava di sostituire, almeno nell’immaginario, Kakà con Gourcuff ed anche qui è rimasto deluso. Io parlai di gravi colpe di Ancelotti per lo scarso utilizzo negli anni che passò a Milano e di Galliani che troppo tardi si è mosso verso Bordeaux ma ora mi viene da chiedere: quanto era il reale interesse della proprietà a non incassare anche i quindici milioni del francese?

C’è chi, come me, ha voluto intravvedere fino all’ultimo qualcosa che in realtà non c’è mai stato e cioè una reale volontà di vincere anche senza Kakà assecondando il credo tattico del nuovo allenatore. E invece niente, non basterà certo un terzino preso ai saldi del 31 agosto a far parlare di volontà di accontentare Leonardo. E lo si doveva capire da subito, da quel Cissokho che sta spadroneggiando sulla fascia sinistra nel Lione e di cui è stato bloccato l’acquisto dall’alto. Il tecnico brasiliano Leonardo così come Galliani non so quanto fossero a conoscenza di questa precisa direzione della proprietà di non spendere nemmeno il ricavato, nemmeno buona parte di esso. Il mister è vittima o complice di questa situazione? Sapeva fin da subito che sarebbe andata così o gli erano stato promessi giocatori funzionali al cambio del sistema di gioco ed al gioco sulle fasce di cui tanto parlò nella prima conferenza stampo dopo Fiorentina-Milan? E’ lui che ha chiesto che Pirlo rimanesse oppure lo ha accettato perché gli è stato detto che nemmeno i soldi della cessione del bresciano sarebbe stato reinvestiti? E’ in ogni caso triste vedere un tecnico partire con delle idee buone e valide come il 4-2-1-3 per poi dover tornare all’antica ma con un Kakà in meno. Purtroppo la realtà dice che se prima non spendevamo per i cartellini ma per gli ingaggi sì ora nemmeno spendiamo più per gli ingaggi e si cerca l’occasione sia nell’uno che nell’altro senso. Panucci e Cannavaro non sono arrivati non perché non si vogliano più i giocatori vecchi ma perché non ci potevamo permettere il loro ingaggio. E se questo sarà l’andazzo il prossimo anno dove potremo forse fare mercato solo vendendo qualche altro pezzo pregiato come Thiago Silva e soprattutto Pato. Dobbiamo abituarci a questo se non vi sarà un cambio di proprietà od una repentina quanto improbabile voglia di investire di nuovo nel Milan. Ci attende o un vivere alla giornata senza soldi e soprattutto senza dirigenti abituati a muoversi senza soldi o  uno smantellamento o una vendita futura a qualcuno che non sappiamo che progetti abbia in mente su di noi.

Detto questo l’affetto ed il sostegno alla squadra non devono mancare mai. Contano i colori e la maglia. Conta vender cara la pelle su ogni campo e lo spirito combattivo di undici Gattuso. Ma non chiediamo vittorie ai ragazzi, non chiediamo loro cose che non sono in grado di poterci regalare. La proprietà non ha fatto niente quest’anno per mettere in condizione la squadra di essere competitiva per la vittoria per cui io sarei già orgoglioso se i nostri giocatori arrivassero davanti alla Juventus in Campionato e fossero eliminati con onore ai Quarti di finale di Champions League. Non mi sento di chiedere loro altro. Tutto ciò che verrà di più sarà merito della loro forza di volontà, della loro compattezza e delle loro fortissime motivazioni. Ricordiamoci questo: se mai dovessero vincere qualcosa lo faranno nonostante non si sia fatto niente per metterli in condizione di vincere. Quasi un equipaggio di una nave che evita il naufragio dopo che il comandante se ne è andato via con la scialuppa di salvataggio lasciandoli in balia delle onde. E a me dispiace dirlo questo ma se ti presenti al via della Serie A dopo aver ceduto Kakà ed incassato, perso Gourcuff ed incassato e senza aver consegnato il minimo richiesto al tecnico da te scelto (Luis Fabiano e Cissokho) direi che se arrivasse un vittoria non sarebbe frutto di tue scelte ma piuttosto un accidente (in senso aristotelico) cioè una casualità. Come Atene 2007.

Postato da: adamos8181 alle ore 01:20 | link | commenti (32)
varie ed eventuali, calciomercato, calcio estivo

domenica, 16 agosto 2009
Il tifoso rossonero non è scemo.

A meno di una settimana dall’inizio del Campionato al Milan mancano almeno tre giocatori per poter dire che Berlusconi abbia interesse ad assecondare il credo tattico dell’allenatore da lui scelto. Ammesso che le scelte di mercato dipendano dal sistema di gioco prescelto e non che, viceversa, siano le occasioni di mercato a determinare il modo di giocare. Questo è un fatto.

Leonardo aveva espressamente spiegato i motivi per cui preferiva Luis Fabiano ad Huntelaar il giorno del raduno a Milanello quindi se dopo l’acquisto dell’olandese parla di questi negli stessi termini in cui aveva parlato del brasiliano mi viene a mancare di credibilità e mi lascia il dubbio se sia vittima o complice di questa situazione. Questo è un fatto.

Liberarsi in un solo mese di tutti gli errori compiuti da proprietà e dirigenza negli anni precedenti non è possibile. E lo si vede bene nella difficoltà o addirittura impossibilità di cedere gli esuberi della rosa dal pesante ingaggio come Oddo e Dida tanto per citarne due. E questo incide notevolmente anche sulla campagna acquisti in entrata bloccandola. Bravi dirigenti sono anche coloro che sanno vendere. Questo è un altro fatto.

Le amichevoli contano meno di zero e non ho mai sentito nessuno, tranne qualche media compiacente, celebrare le vittorie al Tim o alla Coppa del Nonno. Tuttavia pure l’anno scorso rimediammo figure barbine in giro per il mondo ed iniziammo male in Campionato quindi possono dare il polso della situazione, situazione che in una settimana difficilmente può completamente stravolgersi. Anche perché i giocatori da inserire rispetto all’ultimo “spettacolo” sono quei Pirlo e Seedorf che molti indecorosamente sono sempre pronti a denigrare. E anche questo è un fatto.

Rispetto al Campionato scorso dove arrivammo al secondo posto alla pari con la Juventus ci troveremo, ai nastri di partenza: due prime punte forti fisicamente (Huntelaar e Borriello); una coppia di difensori centrali formata dal ritrovato Nesta e da Thiago Silva (e non Maldini e Favalli pur apprezzabili e dignitosi) e un esterno con fame, corsa e dinamismo come Abate. Tuttavia mancheranno un portiere affidabile (per me Storari e Roma non lo sono), una mezzala destra rivelatisi fondamentale per il Milan come Beckham e l’uomo che quando aveva gli spazi poteva cambiare passo alla squadra in ogni momento (Kakà). Permangono le incognite Pirlo davanti alla difesa, la voglia o meno di ritornare quello che era di Ronaldinho, quanto giocherà Seedorf che per me sarà invece un uomo determinante questa stagione ma soprattutto la totale mancanza di terzini degni di tal nome. Anche questi sono fatti e soppesateli voi, con equilibrio. Per me Huntelaar e Borriello sono innocui se hai Oddo, Antonini, Favalli, Zambrotta e compagnia cantante quindi …

Un po’ di cose, fra le tante, che non mi sono assolutamente piaciute da parte di Berlusconi quest’estate: la gestione della vicenda Kakà a cavallo delle elezioni per tutti i motivi che ho più volte elencato e di cui la famosa telefonata del lunedì è uno dei tanti;  la pagliacciata del G3 volta a far intendere che la proprietà avesse generosamente concesso i soldi per l’operazione-Huntelaar (falso) o che avesse smosso qualcosa quando l’affare era chiaramente già concluso da tempo con l’amico Perez (amico anche di Galliani, non solum sed etiam); la pretesa che i tifosi capiscano che da un giorno all’altro la squadra sette volte Campione d’Europa possa avere come obiettivi massimi “il terzo posto e l’andare il più avanti possibile in Coppa”; la pretesa che i tifosi non si chiedano come mai Berlusconi stesso abbia avvallato una campagna acquisti dispendiosa nel 2008 pur non disputando la Champions League e rinunciando a venti milioni per Gattuso od offrendo più di cinque milioni netti all’anno a Flamini od ancora, rifiutando ottanta milioni per Kakà da Calderon … il tutto per ritrovarsi coscientemente un mega-passivo l’anno dopo e decidere di punto in bianco che nel 2009 non avrebbe più ripianato; la pretesa che i tifosi si abituino tutto d’un colpo ad un Presidente che non mette un euro o non fa spese folli quando le ha fatte fino all’altro giorno lui stesso; la pretesa che la crisi valga solo per il Milan visto che squadre come Genoa e Napoli hanno speso ben di più e quest’ultimo perfino senza cedere i suoi pezzi pregiati. Come ha detto perfino Confalonieri, la chiarezza è mancata del tutto.

Cose che mi sono piaciute? Non sono arrivati Cruz, Panucci e Cannavaro. L’assunzione di Pederzoli a capo degli osservatori. Il rafforzamento della squadra Primavera e l’acquisto di altri giovani talentuosi anche per le categorie giovanili di età inferiore. I nuovi, per noi, metodi di allenamento che spero diano i loro frutti nel lungo periodo permettendoci, nei limiti, maggiore agilità ed intensità. Figure storiche rossonere come Filippo Galli (tramite fra prima squadra e Primavera)  e  Mauro Tassotti (secondo me il vero responsabile dell’aspetto tecnico-tattico e del tradurre in campo le idee di Leonardo) che mi rassicurano e mi fanno avere ancora quel minimo di fiducia e speranza.

In conclusione se per nuovo progetto deve intendersi la volontà da parte della proprietà di impegnarsi seriamente affinchè il nuovo corso leonardiano possa risultare vincente (cosa di cui avevo parlato ottimisticamente) allora tale non è, rebus sic stantibus, ciò a cui stiamo assistendo. Se per progetto deve intendersi invece la volontà da parte della proprietà di sistemare il Milan in modo tale da non doverci più mettere un euro in vista di una vendita futura, di uno smantellamento o di un traghettamento in economica verso l’ignoto, … allora è questo a cui stiamo assistendo allo stato attuale dei fatti.

Postato da: adamos8181 alle ore 09:00 | link | commenti (105)
varie ed eventuali, calciomercato, calcio estivo, calcio di livore

sabato, 08 agosto 2009

Da che parte la guardiamo?

Bicchiere mezzo pieno. In due anni solari abbiamo tesserato Pato, Flamini, Borriello, Thiago Silva e Huntelaar. Tutti entro i 27 anni, tutti con almeno 5 anni davanti.

Bicchiere mezzo vuoto. In due anni solari abbiamo tesserato Emerson, Zambrotta, Ronaldinho, Shevchenko. Tutti acquisti di gente che ha già dato il meglio, talora in ruoli dove eravamo già coperti.

E poi abbiamo venduto Kakà.

Postato da: flussodicoscienza alle ore 12:00 | link | commenti (50)
calciomercato

domenica, 02 agosto 2009

Un centravanti che sogno da anni. Con tanta umiltà

Mettiamo sul piatto Huntelaar e Luis Fabiano.

Il brasiliano a 20 milioni o l'olandese in prestito? L'olandese.

Il brasiliano a 18 milioni o l'olandese a 10? L'olandese.

Il brasiliano a 14 milioni o l'olandese a 12? L'olandese.

Il brasiliano a 14 milioni o l'olandese a 18? L'olandese.

Chiaro?

Postato da: flussodicoscienza alle ore 12:24 | link | commenti (39)
calciomercato

 


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