
Il punto di incontro dei tifosi milanisti orgogliosi di non essere uno di loro.
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CARLO
PAOLO
E non mi riferisco a quella ottenuta sul campo della Fiorentina.
31/05/2009 Ufficiale: Ancelotti se ne va!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Alleluia. Dedico la vittoria a tutti quelli che come me hanno fatto tutto quello che era in loro potere di fare per aver contribuito ad ottenere questa storica vittoria e a tutti quelli che come in questo momento sono al settimo cielo!!!!!
Un sincero in bocca al lupo al nuovo allenatore perchè sappia guidare una rivoluzione storica a questo Milan, speriamo nel segno di Berlusconi e non più di Galliani.
Grazie Silvio, sapevo ci si poteva fidare di te. Grazie Grazie Grazie presidente.
Titolo: Quando il Milan era un piccolo diavolo
Autore: Sergio Taccone
Editore: Limina (Collana “Storie&Miti”)
Uscita: Giugno 2009
Quando il Milan era un Piccolo Diavolo racconta il periodo più difficile della storia rossonera: gli anni dal 1980 al 1983, le stagioni della doppia retrocessione in B: la prima per lo scandalo del calcio-scommesse, l’altra per un campionato caratterizzato da un’impressionante mediocrità. In mezzo alle due discese del Milan nel purgatorio calcistico, s’inserì la conquista della Mitropa Cup, trofeo ignorato nella bacheca di via Turati, fatto cadere nell’oblio perché conquistato nella settimana della seconda retrocessione. Nel libro di Taccone sfilano personaggi di un calcio non ancora fagocitato da un esasperato show-business o da spezzatini di calendario per esigenze televisive. C’è Franco Baresi, ai primi anni della lunghissima e trionfale carriera. Nonostante quel triennio allucinante, decise di rimanere al Milan, legandosi a vita al club rossonero a differenza di Fulvio Collovati, tra i pilastri rossoneri dalla fine degli anni Settanta, che nel 1982 scelse l’Inter. Tirando le somme ebbe ragione Baresi, la cui fedeltà al Milan venne ripagata con la messe di titoli nazionali e internazionali conquistati tra il 1988 e il 1996.
C’è lo scozzese Joe Jordan, detto «lo squalo», arrivato nell’estate del 1981, primo straniero a vestire la casacca rossonera dopo la riapertura delle frontiere, subito amato dai tifosi che in quelle stagioni da incubo seguirono la squadra con l’entusiasmo delle annate trionfali. Le vicende calcistiche s’intrecciano con quelle umane: da Ruben Buriani, ultimo di quattordici figli, che mandava tutto lo stipendio di calciatore ai suoi genitori, a Roberto Antonelli che rimproverò alcuni giornalisti per aver telefonato al padre dopo una sua doppietta in campionato. E ancora gli allenatori: Massimo Giacomini - tecnico della pronta risalita in A, defenestrato senza complimenti a promozione raggiunta - e Gigi Radice che fallì clamorosamente nel campionato 1981-82.
Sergio Taccone (Siracusa, 1972) è giornalista. Corrispondente, dal 2001, del quotidiano «La Sicilia» di Catania, collabora con il quotidiano «Libero» e con il mensile «Popoli&Missione». È al suo quarto libro. Tifoso milanista di lunghissimo corso, cura sul web la rubrica «L’angolo della storia» all’interno del sito «Milan Blog Club» (http://milanblogclub.splinder.com/) .
Infomail: info@liminaedizioni.it
www.liminaedizioni.it
Domenica 31 maggio 2009, ore 15.00 38° giornata Campionato Italiano Serie A
Fiorentina - Milan
Precedenti Il bilancio dei 150 incontri precedenti è il seguente: 65 vittorie per il Milan (62 in Serie A e 3 in Coppa Italia), 42 pareggi (38 in Serie A e 4 in Coppa Italia) e 43 vittorie per la Fiorentina (37 in Serie A, 1 in Supercoppa Italiana e 5 in Coppa Italia).
Stadio Artemio Franchi in Firenze

Allucinante ( 1 ), Quello che non doveva succedere. Non m’interessa se siano o non siano tifosi o se siano lì per altro quelli che hanno contestato Maldini domenica pomeriggio, non m’interessa per quale motivo la società sia rimasta in silenzio fino alla lettera aperta di Galliani di tre giorni dopo, non m’interessa perché Maldini abbia avuto l’esigenza di sfogarsi sulla Gazzetta dello Sport senza riuscirci in privato con la dirigenza ed il proprietario, non m’interessa tutto questo a me interessa che una leggenda del calcio mondiale che tutti ci invidiano e che ha giocato per più di venti anni con la nostra maglia onorandola e rispettandola è stato vergognosamente attaccato nella sua ultima partita in quella che dovrebbe essere la sua Casa e sotto quella che dovrebbe essere la zona dello Stadio più vicina alla squadra. A me interessa che mi sono prima indignato di poter essere definito milanista come quelli lì e poi mi sono inorgoglito al pensiero di non essere uno di loro. A me interessa che ho ricevuto messaggi da amici inglesi ed irlandesi che sconvolti mi hanno chiesto come fosse possibile una cosa del genere, loro che applaudono la squadra appena retrocessa sul campo non riescono proprio a capire come si possa scalfire un eroe, una leggenda, un mito che travalica qualsiasi barriera di tifo e di nazione. A me interessa che il tecnico neo-campione d’Europa a fine partita dopo una finale dominata per ottanta minuti abbia avuto come primo pensiero quello di dedicare la vittoria da parte di tutto il club Barcelona al nostro Paolo Maldini sottolineando che per lui da loro c’è sempre posto se noi saremo così stupidi da farcelo scappare. A me interessa che Paolo Maldini a differenza di altri calciatori abbia dimostrato sempre nella sua carriera di non avere paura e di non essere succube di quella parte più accesa del tifo. A me interessa che la vera Curva Sud, perché non tutti sono così, che la vera Curva Sud isoli e prenda le distanze da chi ha tentato di scalfire una delle più grandi Glorie della storia rossonera moderna e contemporanea. A me interessa che loro non ce l’abbiano fatta a intaccare l’Immortale, più di novecento partite due striscioni non le cancelleranno mai. Ma a me interesserebbe anche che quei contestatori se saranno a Firenze facessero un passo indietro con uno striscione di scuse perché se anche non si potrà mai cancellare ciò che è successo domenica pomeriggio almeno si può riconoscere di aver sbagliato tanto più in uno stadio dove perfino la curva avversaria renderà omaggio al nostro Capitano. In ogni caso Paolo noi siamo qui, non ti abbiamo lasciato solo. Allucinante ( 2 ), La differenza tra Fiorentina e Milan. Mi spiegate perché una squadra che ha un monte-ingaggi di un terzo inferiore a quello del Milan, che ha un fatturato nemmeno paragonabile al nostro con entrate tra sponsorizzazioni e diritti televisivi di gran lunga inferiori, con perdite nell’esercizio che sono dieci volte inferiori, che ha giocatori o di secondo piano o giovanotti di belle speranze fa ancora una volta un Campionato sui nostri livelli? Cos’è che rende la Fiorentina così competitiva pur avendo meno possibilità economiche di noi? Sono i Della Valle rispetto a Berlusconi? Non credo proprio. E’ Prandelli così tanto più bravo di Ancelotti? Prandelli da solo copre tutto il gap economico che c’è fra Milan e Fiorentina? Nonostante nutra sincera stima per il tecnico bresciano mi risulta difficile pensare che sia solo a lui che vada il merito, certamente è stato un valore aggiunto come non lo è stato Ancelotti in Serie A ma non può essere solo lui il quid in più. Chi rimane? Al di là del ruolo nominale l’uomo attorno a cui tutto ruota nel Milan è Galliani mentre nella Fiorentina è certamente Corvino. Beh, qui c’è da riflettere sapete, mentre con diciassette milioni di euro il Nostro ci porta R.Oliveira il Loro compra Mutu e Jovetic, mentre il Nostro con sei milioni ci porta Emerson il Loro con otto porta Kuzmanovic e Felipe Melo, mentre il Nostro con undici porta uno Zambrotta a fine carriera il Loro porta con tre milioni in più l’ottimo Vargas che il bravo Prandelli capisce quasi subito che va fatto giocare più avanti a differenza di altri( non vi viene in mente niente di simile nel Milan?). Possiamo certamente dire che la coppia Corvino-Prandelli funziona meglio della coppia Galliani-Ancelotti permettendo ai Viola con pieno merito di competere con noi pur avendo molte meno possibilità economiche. E se volevate una conferma pensate a ieri quando la coppia Galliani-Ancelotti ha prodotto l’ennesima perla e cioè la perdita definitiva di Gourcuff, il primo fissando una cifra ridicola per il riscatto di un giocatore di quel talento e muovendosi troppo tardi in direzione Bordeaux mostrando così poca fiducia e reale convinzione di riportarlo a Milano mentre il secondo acconsentendo a liberarsi di lui senza battere ciglio la scorsa estate oltre che dopo due anni in cui alla prima partita sbagliata lo teneva fuori per mesi a differenza di altri a cui ha concesso senza problemi più di una chance. Presidente se ne accorge anche lei vero? Io lo spero e la invito a porre fine a questo strazio, non ha più scuse ormai, o quest’estate o mai più..io sono fiducioso. Allucinante ( 3 ), Il potere mediatico che non c’è. E’ curioso come mentre l’altra parte di Milano continui nella favoletta di sentirsi accerchiata dal nostro potere mediatico(ma dove??) nel momento cruciale della stagione alla vigilia delle quattro partite più difficili “La Repubblica”(per alcuni è il Vangelo ma io sono sempre restio a considerare che un certo giornale abbia sempre indubitabilmente ragione ed altri sempre indubitabilmente torto, diffido di tutti indistintamente) se ne sia uscita con delle dichiarazioni non meglio precisate di Berlusconi dette(o non dette?) in Egitto ad un gruppo di turisti(!!) che se non si è vinto lo Scudetto è tutta colpa di Ancelotti. Da quelle dichiarazioni mai sentite da nessuno è curioso come tutta la stampa indistintamente (alla faccia di questo presunto potere mediatico che ci affibbiano) sembri aver operato una campagna mediatica distruttiva per il Milan dando Ancelotti per giunto al capolinea su ogni prima pagina e primo servizio di notiziario sportivo, definendo i giocatori che verranno ceduti, distogliendo l’attenzione da una qualificazione alla Champions League ancora da conquistare e di fatto destabilizzando l’ambiente ma cosa ancora più grave ed inaccettabile in alcune occasioni dando l’impressione di voler colpire il Milan in quanto di proprietà di un uomo politico e confondendo il piano attinente al calcio con quello attinente alla carica pubblica che riveste il proprietario del Milan, molti articoli anche di “illustri” giornalisti sembrano aver operato questo accostamento intollerabile dipingendo prima Ancelotti e poi Galliani come le povere e inermi vittime di una sorta di tiranno(!!). E’ curioso come possa sembrare che ci si sia serviti del Milan per colpire non il proprietario del Milan in quanto tale bensì il Presidente del Consiglio. Se mai così fosse davvero accaduto mi verrebbe istintivamente di dire no a tutti quelli che si permettono di colpire il Milan ed il tifoso del Milan perché il proprietario della squadra è il leader di un partito politico, di dire no all’utilizzo strumentale di dinamiche interne al Milan, se c’è qualcosa da recriminare a Berlusconi come uomo politico lo si faccia rimanendo in quel campo e utilizzando temi attinenti a quel campo ed evitando di cercare fantasiose metafore tra il mondo-Milan ed altri settori del mondo-Berlusconi poiché il pianeta-calcio ha caratteristiche del tutto peculiari o peggio ancora pindarici e odiosi appigli per attaccarlo attraverso il nostro Milan, cari “illustri” e stimati signori forse sarebbe meglio che teneste lontano il Milan dalle vostre querelle politiche personali se mai aveste avuto l’intenzione di trascinarcelo dentro e se mai si fosse trattato di questo perché il Milan è un patrimonio del calcio mondiale e dei suoi tifosi e c’era prima di Berlusconi e ci sarà anche dopo e merita rispetto.
Mi dissocio in maniera netta da tutte le offese nei confronti di Galliani ed Ancelotti. Si può criticarne l'operato, ma alle offese non ci sto. Comunico inoltre che non posterò la presentazione di Fiorentina-Milan. Penso che il mio contributo non serva in questo marasma di offese. Mi scuso di cuore con l'owner di Milan Blog Club e con tutti gli amici che leggono silenziosamente, con gli amici che, pur avversando le scelte tecniche e dirigenziali, criticano sempre in maniera argomentata e corretta.
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