Il punto di incontro dei tifosi milanisti orgogliosi di non essere uno di loro.

martedì, 31 marzo 2009
L’ANGOLO DELLA STORIA

L’avvocato del diavolo che castigò i nerazzurri nell’anno della Stella

Nell’approssimarsi del trentennale della conquista del decimo scudetto, inauguriamo una serie di post sui protagonisti del campionato 1978-79.

 

“De Vecchi, l’avvocato del diavolo, fece meglio di Perry Mason, vincendo una causa persa”. Prendo in prestito una frase del grande Beppe Viola, per parlare di Walter De Vecchi, centrocampista del Milan che 30 anni fa conquistò la Stella e grande protagonista del derby datato 18 marzo 1979. Quella edizione della stracittadina fu ricca di emozioni e colpi di scena. Al triplice fischio di chiusura dell’arbitro Agnolin, a sorridere furono solo i casciavit rossoneri mentre i bauscia interisti imprecarono per l’occasione buttata al vento negli istanti conclusivi.

 

La sfida arrivò per il Milan nel momento più delicato della stagione. I rossoneri, primi in classifica con tre lunghezze di vantaggio sul Perugia dei miracoli, attraversavano un periodo di appannamento. Per l’Inter, ormai tagliata fuori dal giro scudetto, la stracittadina rappresentò l’opportunità di riscattare la sconfitta della gara d’andata, risolta da un colpo di testa di Maldera. L’allenatore rossonero Liedholm fu costretto a rinunciare ad alcuni titolare, tra cui Collovati. Dopo pochi minuti di gioco s’infortunò anche Bet.

 

Le emozioni si concentrarono tutte nella ripresa. Dopo 3’, l’arbitro assegnò un dubbio rigore ai nerazzurri per un intervento di Franco Baresi su Altobelli. Dopo le vibranti proteste milaniste, fu Spillo ad incaricarsi della trasformazione ma il suo tiro fu neutralizzato da uno strepitoso Albertosi. “Il vecchiaccio è riuscito a fare una cosa eccezionale”, sottolineò Enrico Ameri dai microfoni di “Tutto il calcio”. Tuffo a sinistra ed intervento con la mano destra: quella di Ricky fu proprio una prodezza.

 

L’occasione mancata non demoralizzò la squadra interista che pochi minuti dopo trovò il gol del vantaggio, complice una distrazione della difesa milanista. Capello rinviò male, Pasinato sovrastò di testa De Vecchi e Oriali piazzò la deviazione decisiva. A suonare la carica ci pensò subito il diciottenne Franco Baresi con un tiro da lontano, neutralizzato in bello stile da Bordon. Poco dopo la mezz’ora, Altobelli si fece perdonare l’errore dal dischetto, segnando la rete del 2-0 su assist di Pasinato, incontenibile nella sua progressione in contropiede. Per il Milan fu una mazzata. L’allenatore nerazzurro Bersellini andò ad esultare sotto la tribuna dei tifosi interisti. La squadra rossonera si riversò disperatamente in avanti. A dieci minuti dalla fine, su punizione quasi dal limite, De Vecchi accorciò le distanze, riaprendo la partita.

 

Dopo alcune occasioni sprecate in contropiede dall’Inter, allo scadere Buriani fece spiovere l’ennesimo cross in area. Rinvio corto, palla ricacciata dal rossonero Boldini nei sedici metri avversari. Capello toccò per De Vecchi: bolide rasoterra che andò a spegnersi imparabilmente nell’angolino alla destra di Bordon. Il 2-2 sancì la fine di un incubo per i tifosi milanisti, segnando una tappa forse decisiva per la conquista dello scudetto della Stella.

 

“Un derby memorabile – disse Beppe Viola ai microfoni di 90° Minuto - che il Milan è riuscito a pareggiare con l’orgoglio e con De Vecchi, non certo il migliore in campo. L’abbraccio prolungato dopo il 2-2 ha fatto rischiare il terzo gol. Nereo Rocco da lassù ha aiutato i rossoneri”. Per Walter De Vecchi si trattò del quinto gol stagionale (quattro dei quali decisivi).

Il tiro ce l´avevo: la regola era che se non segnavi quattro o cinque gol a stagione, non eri da Milan”. Quella doppietta, dato il precedente assioma, confermò un dato: Walter era degno di quella maglia e la società, infatti, lo confermò senza alcun indugio. In rossonero rimase fino al termine della disastrosa stagione 1981-82. Oggi allena la squadra “allievi nazionali” del Milan. I due gol all’Inter, nel marzo di 30 anni fa, rappresentano la più bella medaglia del suo cursus honorum milanista. (by Sertac "Milanistavero")

 

Postato da: Milanistavero alle ore 12:48 | link | commenti (13)

lunedì, 30 marzo 2009

Tempo di sosta

Sosta, quindi tempo per pensare e per progettare. Partecipo anch'io al giochino di diventare manager, utilizzando a questo scopo la mia rubrica settimanale.

Non mi spingo fino alla follia di fare i conti su cifre che esistono solo nell'immaginario di ciascuno di noi. Faccio solo i nomi, a partire da due idee molto semplici: 1) la squadra va rinnovata pesantemente; 2) presi uno per uno, solo pochi giocatori sono impresentabili, si tratta però di riportare le cose nella loro giusta misura.

Restino: Abbiati, Bonera, Thiago Silva, Gattuso, Ambrosini, Flamini, Kakà, Pato.

Per tutti gli altri, si valutino le offerte. Di fenomeni non ne abbiamo visti. 

Postato da: flussodicoscienza alle ore 12:48 | link | commenti (78)

sabato, 28 marzo 2009
CAMEO( o cammeo) DA MILANELLO

"....CON DUE ACQUISTI, UN DIFENSORE E PROBABILMENTE UN ATTACCANTE, IL MILAN L'ANNO PROSSIMO SARA' COMPETITIVO..."
                                                            
parole e musica di Carlo Ancelotti   27/03/2009

...Roberto (RODIOTA)in altro post sottolineava queste parole...io dico che queste parole hanno bisogno di un commento di tutti...sereno, ma concreto...
..credo sinceramente che il signor Ancelotti con le sue idee chiaramente poco lucide e completamente sconsclusionate debba, insieme alla società, rispondere della caduta di obiettivi e d'orgoglio di una squadra come il Milan...
parimenti dico alla società che se ha veramente intenzione di mantenere in sella tale allenatore, ne è complice e non dovrà ricevere più da noi tifosi, tutto quello che abbiamo dato in questi anni..soprattutto in questi ultimi periodi di "dolore"...
a questo punto non chiedo più uno scatto d'orgoglio ad Ancelotti...le sue parole sono la prova provata dell'essere un tecnico scadente e con dei chiodi in testa impossibili da eliminare...

                           CHIEDO UNO SCATTO D'ORGOGLIO ALLA SOCIETA'...

p.s  ultim'ora...
si avvicina Cannavaro..se mai dovesse accadere, e come potete tranquillamente verificare, ve ne sto parlando  da circa 10 giorni, vi rivelerò qualcosa...

Postato da: miticothor alle ore 14:30 | link | commenti (49)

venerdì, 27 marzo 2009
Una settimana da diavolo - La gioventù rossonera e quelle preparazioni estive mai fatte

Settimana di attenzioni rivolte alle imminenti due sfide che la nostra Nazionale dovrà affrontare per rinforzare la sua leadership nel girone di qualificazione al mondiale in Sudafrica del 2010 ma tuttavia non povera di spunti di riflessione sulle faccende di casa nostra, esempi? I nostri brillanti giovani e le nefaste amichevoli estive già annunciate in pompa magna.

Uno dei tanti luoghi comuni che spesso circolano è che il Milan non abbia una base di giovani in rosa o comunque sotto il suo controllo tale da potergli garantire un importante punto di partenza per il futuro ma questo non è esatto come abbiamo visto per esempio dalle recenti convocazioni in under-21 dei “nostri” Darmian(19), Di Gennaro(20) e Paloschi(19) che costituiranno un asse importante per il nuovo biennio dei ragazzini guidati da Casiraghi così come l’esterno destro Abate(22) lo è del biennio in corso oltre ad essere una delle poche note liete della disastrosa stagione del Torino riuscendo a conquistare un posto fisso in squadra spesso a spese dell’idolo locale Rosina. Il gol di Paloschi contro l’Austria subito alla sua seconda presenza nell’under-21 va di pari passo col suo lento ma inesorabile conquistarsi un posto da titolare nel Parma venendo preferito dal tecnico Guidolin più volte ad un centravanti esperto come Lucarelli ma sempre restando in Serie B non possiamo fare a meno di annotare le prestazioni convincenti del difensore centrale del Livorno, Perticone(22), titolare inamovibile e pure egli prodotto del vivaio rossonero ed ancora in orbita-Milan. Che dire poi dei rinforzi di gennaio operati dalla società in sede di campagna acquisti? Si tratta di due giovani brasiliani passati attraverso l’occhio difficilmente fallace di Leonardo. Il primo, Thiago Silva(24), che potrà giocare a partire dalla prossima stagione viene da due stagioni da miglior giocatore prima e miglior difensore poi del campionato brasiliano e pur non giocando partite ufficiali viene costantemente convocato da Dunga, selezionatore della nazionale brasiliana; il secondo, Mattioni(20), terzino destro di belle speranze all’occorrenza capace di giocare anche più avanti, già in prima squadra all’età di 19 anni e in grado di attirare le attenzioni di molte società fin dalle sue prestazioni nel Campionato Brasileiro under-20. E’ di sabato invece l’ultima perla del trequartista del Bordeaux Gourcuff(22), pronto a tornare alla base se i francesi non lo riscatteranno, e che ha aperto le marcature per la sua squadra contro il Le Havre con uno splendido controllo di tacco ed un successivo tiro di punta nell’angolino ed è l’ennesima prodezza di una stagione da incorniciare per il bretone ormai punto fermo anche della nazionale transalpina. Ora proviamo ad aggiungere a questi il miglior giocatore della nostra stagione Pato(19), il brillante Flamini(25) degli ultimi tempi e due giocatori che per un motivo o per l’altro ci sono mancati o completamente come Borriello(27) oppure per lunghi tratti e mi riferisco a Kaka(27) mai davvero in condizione da un paio di stagioni e di cui attendiamo fiduciosi un ritorno allo smalto dei primissimi anni milanesi, ebbene non vi pare che azzeccando due o tre colpi e magari liberandoci di qualche giocatore che pensiona a Milanello solo per riconoscenza abbiamo una buonissima base di partenza per il futuro? Scambiereste Gourcuff, Thiago Silva, Paloschi, Pato con Santon, Bolzoni, Acquafresca e Balotelli? Certo se poi qualcuno lascia che il Parma riscatti Paloschi per prendere Kanoute allora è un’ altra storia…

La nota negativa? Gandini che annuncia trionfalmente la serie di amichevoli estive con Chelsea ed Inter negli Stati Uniti già a partire dal 24 luglio, perché mi chiederete voi? Gattuso in una recente intervista ha indicato la totale assenza di preparazione estiva come principale causa dei molti infortuni che colpiscono le squadre,e non solo la nostra vedasi Roma e Juvenus, quando invece una volta si aveva un bel mese e mezzo pieno per lavorare in vista dell’inizio del campionato. Possibile che in nome del business e di quei tre o quattro milioni di dollari in più che si prendono per qualche amichevole una rosa debba poi subire come contrappasso la pena di una stagione intera falcidiata da infortuni? Per me il gioco non vale la candela.

Postato da: adamos8181 alle ore 10:50 | link | commenti (56)
varie ed eventuali, calciomercato, campionato, le altre, consigli per gli acquisti

giovedì, 26 marzo 2009
FULVIO COLLOVATI, l’ingrato transfuga

Lo stopper friulano, tra i protagonisti dello scudetto della "Stella", esordì con il Milan a 19 anni. Poteva diventare una bandiera rossonera ma nel 1982 decise di saltare il fosso e diventare interista.

Da Gianluigi Paracchini ho preso in prestito il titolo di questo articolo. La definizione di Collovati come “ingrato transfuga” è contenuta, infatti, in un passaggio della stupenda antologia milanista “Rossoneri Comunque”, pubblicata alcuni anni fa dalla casa editrice Limina. Lo stopper della nazionale campione del mondo nel 1982, cresciuto nelle giovanili rossonere, esordì con la maglia del Milan a 19 anni appena compiuti. Era il 20 giugno del ’76 e i rossoneri uscirono sconfitti dal San Paolo di Napoli (2-1) in una partita di Coppa Italia. Collovati subentrò in avvio di gara all’infortunato Zignoli. In panchina sedeva lo sfortunato Paolo Barison (morto in un incidente stradale nel 1979 ad appena 43 anni) dopo l’addio di Trapattoni (trasferitosi alla Juventus) che aveva rilevato, prima dell’inizio del campionato, Gustavo Giagnoni. Fu una stagione molto tormentata, segnata dalla guerra interna che vide il presidente Buticchi da una parte e Gianni Rivera dall’altra (alla fine prevalse il golden boy). L'allenatore che fece esordire Collovati in serie A fu Pippo Marchioro, nella stagione 1976-'77 (Milan-Perugia 2-1). Fu un anno molto tormentato, con il Milan costretto a dover lottare fino all’ultimo per non retrocedere. A fine stagione collezionò 11 presenze, segnando anche il suo primo gol con la maglia rossonera in una partita di Coppa Uefa ricca di emozioni (Akademik Sofia-Milan 4-3, andata dei sedicesimi di finale). Il difensore di Teor, tuttavia, non era ancora entrato in pianta stabile in prima squadra, chiuso da giocatori di maggiore esperienza come Sabadini e Anquilletti. Nella stagione 1977-'78, con Liedholm allenatore, Collovati divenne titolare, disputando quasi l’intero campionato, impreziosito anche dal suo primo gol in campionato, realizzato a San Siro nella goleada rossonera contro la Fiorentina. La stampa sportiva lo definì l’erede di Rosato. Le sue buone qualità tecniche, l’abilità nel gioco aereo e la grande capacità nell’anticipare l’attaccante avversario, lo misero ben presto in evidenza come uno dei migliori giovani difensori italiani. Il sapiente e paziente lavoro del barone svedese permise a Collovati di fare il definitivo salto di qualità pur in stagione (’77-’78) avara di soddisfazioni per il club di via Turati, quarto in campionato, eliminato dal Napoli in Coppa Italia e fuori al primo turno di Coppa delle Coppe per mano del Betis Siviglia.

Nel campionato del decimo scudetto, Collovati fu uno dei protagonisti della vittoria finale, punto di forza di un reparto arretrato solido e affidabile, secondo per gol subiti (appena 19 in 30 partite) solo al Perugia. La sua assenza pesò, soprattutto, nel derby di ritorno, alla ventiduesima giornata. La difesa milanista traballò pericolosamente sotto i colpi interisti, in una partita afferrata nel finale grazie alla doppietta di De Vecchi. Collovati festeggiò lo scudetto il 6 maggio ’79 contro il Bologna, a coronamento di una grande stagione che gli spalancò le porte della nazionale di Bearzot. Esordì il 24 febbraio ’79 (Italia-Olanda 3-0) ed un anno dopo segnò il primo gol in maglia azzurra (Italia-Romania 2-1).

 Agli Europei, disputati in Italia nel 1980, sbagliò il rigore decisivo nell’interminabile sequenza dal dischetto contro la Cecoslovacchia, nella finale per il terzo posto. Brera gli rimproverò un’ossessionante ricerca di stile, Garanzini evidenziò la sua eleganza in campo. Dopo il declassamento a tavolino in serie B, lo stopper rimase in rossonero, ben figurando nel duro campionato cadetto che lo vide due volte a segno (a Rimini un suo gol evitò la sconfitta). La risalita in A fu immediata ma l'anno seguente arrivò la pessima stagione 1981-’82, l’ultima di Collovati in rossonero.

Ad inizio campionato, il difensore promise di voler restare a lungo al Milan, mostrandosi possibilista circa un inserimento della squadra nella lotta per lo scudetto. Ma quell’annata fu incredibilmente disgraziata e sfortunata. Collovati ereditò da Maldera la fascia di capitano e non fu certo tra i principali artefici della retrocessione anche se la contestazione dei tifosi non lo risparmiò. A Como, dopo l’ennesima sconfitta in quel campionato, si beccò un sasso lanciato dalla curva milanista. La sua ultima presenza con la maglia rossonera la collezionò nel giorno del suo venticinquesimo compleanno: penultima di campionato, Milan-Torino 0-0. Un pareggio tanto scialbo quanto drammatico, preludio alla seconda discesa del diavolo nel purgatorio della cadetteria.

Dopo il trionfale Mundial spagnolo, che giocò da titolare e ad altissimi livelli, Collovati acconsentì alla sua cessione all’Inter in cambio del prestito di tre giocatori (Serena, Pasinato e Canuti). Per i tifosi milanisti fu il massimo dell’oltraggio, un vero tradimento calcistico: uno dei giocatori più amati, destinato probabilmente a diventare una bandiera rossonera, decideva di vestire la maglia più odiata, quella nerazzurra. Per quanto mi riguarda, essendo un grande estimatore di Collovati, fui costretto a rivoluzionare la mia stanza dove campeggiavano alcuni poster dello stopper friulano.

Sorte diversa ebbe, invece, Franco Baresi, quasi coetaneo di Collovati. Il piscinin di Travagliato decise di fare della maglia rossonera la sua seconda pelle. E a fine carriera ebbe ragione.

Nella galleria dei ricordi di molti tifosi milanisti, Collovati è in maglia nerazzurra mentre viene sovrastato dall’inglese Mark Hateley nello strepitoso stacco che permise al Milan di tornare a vincere un derby (correva l’anno 1984) dopo un’astinenza durata un lustro.

Chiudo con una citazione tratta dal sito http://www.settimanasportiva.it : “Il Milan aveva due centrali bravi, molto ambiti da tante squadre. Collovati saltò il fosso, Baresi rifiutò sempre tutte le offerte. Il primo fu punito dal Dio del calcio e non vinse mai nulla, il secondo fu premiato e raccolse tutto”.             by ST "Milanistavero"

 

Postato da: Milanistavero alle ore 18:01 | link | commenti (17)

L'angolo del riformista



Esordisce oggi giovedì  26 marzo la mia rubrica personale che andrà ad affiancare le ben più note ed ormai storiche rubriche del blog.
L' angolo del riformista nasce da un suggerimento di Camisa in cui in un simpatico battibecco sancì l' universalità dei due partiti storici per eccellenza, Conservatori e Riformisti e della loro concezione attuale anche in ambito Milan.  Questa rubrica avrà come obiettivo la critica più libera ed indipendente sui punti mirati che stanno facendo degenerare il Milan.
I toni di questa rubrica saranno volutamente polemici, accesi, se possibile ironici.
Gli argomenti che principalmente andrò a trattare settimanalmente sono:

cuore di drago Paolo Maldini : "Grazie capitano se smettevi un anno prima era meglio"

Adriano Galliani: "il calcio....questo è se vi pare"

Carlo Ancelotti:" persona squisita... persona pacata...grande uomo... ci ha fatto vincere tanto...si cavasse dai coglioni sarebbe un sogno"

Staff medico:" la vicina di mia suocera ha un amico che ha un cugino che ha fatto 3 anni di medicina prima di mollare. Mia suocera siccome  è sovente parlare di uomini e donne con la vicina, in virtù del fatto che un tronista si è fatto male, ha appreso che la vicina ha fra le sue conoscenze di seconda mano uno che qualche anno di studio medico  lo ha fatto   e che quindi la vicina può dare qualche parere medico, visto che qualcosa di medicina anche per scazzata ha sentito dire. Ottimo a sapersi potrebbe essere utile nella mia attività a Milan Lab. Signora Vanda che ne dice di Borriello??' Mia suocera mi ha detto che lei ne capisce di medicina..."

Andrea Pirlo :" Se tutti corressero anche per me sarei ancora un giocatore"

Clarence Seedorf " Non capisco perchè alle tre devo allenarmi. Ma lo sanno al
Milan  che alle tre del pomeriggio aprono i mercati azionari americani e devo seguire il Dow Jones?"

Riccardo Kaka : " prima facevano fare tutto a me, ora che sono rotto fanno fare tutto a Pato"

Alexandre Pato :" Ma perchè ancora Silvio non ha chiesto al suo amico che ora non mi viene il nome…si dai quello  buffo che dice che  il preservativo non serve contro  l’ AIDS se mi da la  beatificazione???"

Silvio Berlusconi "vedi curva: una volta investivi per davvero ora solo giocatori a parametro 0"

I viaggi in Quatar " Doner Kebbab lo fanno pure da noi"

Senderos :" Io non sono lento...è che mi disegnano cosi"

Bronzetti:" in fondo a sinistra del contratto  c' è scritto: non si accettano restituzioni di merce avariata".


Ronaldinho :” Quando giocavo al pallone ai miei tempi ero bravino”

In questi giorni si stanno verificando una serie di eventi per la quale la conferma di Carlo Ancelotti anche per il prossimo non sembra cosi scontata. Parlerò della meravigliosa ipotesi che Ancelotti ci lasci Giovedì prossimo alla stessa ora.

Postato da: dnarossonero alle ore 15:47 | link | commenti (15)

 


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