Il punto di incontro dei tifosi milanisti. Quelli veri.

martedì, 13 maggio 2008
Applausi



Caro Rui,

l'ultima partita da calciatore professionista porta con sè emozioni forti e contrastanti. La gioia di poter giocare davanti a tifosi che ti amano, di avere tra loro i tuoi familiari e tanti amici si contrappone al naturale velo di tristezza che accompagna il pensiero di una grande carriera che sta per finire.

Sappiamo che non lascerai il mondo del calcio e che il mondo del calcio potrà ancora contare su un grandissimo uomo, un campione che abbiamo avuto l'onore di conoscere e avere a Milanello per cinque meravigliosi anni. Qui sei diventato uno di noi, uno della grande Famiglia Rossonera: perchè tu, caro Rui, sei come il Milan, leale e appassionato, generoso e caparbio, imprevedibile e innamorato di questo meraviglioso sport. Sei tornato in Portogallo per una scelta di vita, ma non ci siamo mai allontanati da te e non lo siamo nemmeno in questa speciale serata. Perchè per noi non sei solamente un nome e un numero sulla maglia: sei anche e soprattutto il Rui che ha lasciato il Milan, Milano e l'Italia regalandoci indelebili ricordi.

Caro Rui, è impossibile dimenticarti. Per questo oggi il nostro pensiero va a te, protagonista unico della tua ultima rappresentazione sul palcoscenico del calcio giocato.

Un forte abbraccio, Adriano Galliani


Mi unisco a questa commovente lettera aggiungendo che mi sento fiero ed orgoglioso, che un giocatore di tale classe, sportiva e umana, abbia indossato la nostra maglia.

Oggi il calcio giocato perde un grande attore della sua grandiosa recita, ma spero con il cuore che un giorno le strade di Rui Costa e del Milan possano di nuovo incrociarsi.

Applausi, per Manuel Rui Costa.

Postato da: Devil1986 a 13:14 | link | commenti (5)

lunedì, 12 maggio 2008
7x7=21

Guardando su Google Maps mi sono accorto che alla spalle della curva, in direzione della quale Pato ha calciato a colpo sicuro, si trova Posillipo e quindi il mare. Con quel tiro si è per me concluso lo scempio di Napoli-Milan. Sono passato a Sky Sport 3 per guardare le battute finali di Djokovic-Wawrinka (Djokovic farà a suo modo la storia del tennis) e infine a Sky Sport 1 per i rocamboleschi e caotici minuti finali di Inter-Siena. Il gol di Garics mi è stato annunciato dalla garrula voce di Fabio Caressa e commentato dalla sconfortata e spezzata voce di Beppe Bergomi. Non avete idea di come godo nel sentire lo Zio così affranto. Una cosa che non tollero è sentire una partita del Milan commentata da un nerazzurro per giunta completamente non obbiettivo. Ok, sto tergiversando: veniamo a noi. Prima del mio ci sono stati 3 post molto eloquenti. Tutti più o meno abbiamo capito cosa è accaduto ieri, ma non riusciamo a darcene una ragione. E' tutto il giorno che penso se valga la pena ripetere concetti già masticati e discussi da tutti voi. La sostanza è che non ne vale la pena, ma scrivo lo stesso per una sorta di affezione e rispetto verso questa mia "rubrica" (se così si può chiamare) che ci ha accompagnato in queste ultime giornate di rincorsa alla Champions. Il Milan è come Dorando Petri. Cade a pochi metri dal traguardo, ma per noi non ci sarà nessuna giuria pronta a farcelo tagliare. Ho predicato disincanto nei confronti delle vicende rossonere e continuo a farlo. Non posso negare un certo fastidio nel vedere e ricordare quanto successo ieri al San Paolo. L'atteggiamento della squadra e di chi la conduce è stato doloso. Non riesco a trovare altri termini. Io ci vedo del dolo, mi spiace, ma ci vedo del dolo. Beninteso, le partite si possono perdere, ma non così. Già in altre circostanze ho avuto la stessa sensazione in questa stagione; ieri è stato l'apice di questo atteggiamento. Il Milan di ieri lo divido in 4 grossi gruppi: 1. i "Vorrei, ma non posso", massimo esponente Daniele Bonera; 2. i "Gioco per farvi un favore", massimo esponente Alexandre Pato; 3. i "Voi non sapete chi sono io", massimo esponente Alessandro Nesta; 4. i "Cosa ci faccio qui, a me che non me ne frega un cazzo", massimo esponente Gennaro Gattuso. Ecco, questo è il mio commento alla partita. Forse vi aspettavate qualche considerazione tecnica, ma non la faccio. Le avete già fatte voi - come detto sopra - e grossomodo le condivido. Lancio però una provocazione tattica a noi tifosi e allo staff tecnico (provocazione che cadrà nel vuoto visto che di certo Ancelotti non legge questo blog): giocare con un 3-5-2 in contumacia Pirlo è una cosa così abnorme e impraticabile? Il sogno sarebbe un 4-4-2 classico cosa che, come ben sappiamo, non possiamo fare non avendo noi un'ala che sia una (ndr. Serginho è ormai un cabarattista da piano-bar). Allora mi domando: ma un 3-5-2? Kalac (mamma mia!), Bonera-Nesta-Kaladze, Oddo-Gattuso-Seedorf-Ambrosini-Jankulovski, Kakà-Inzaghi. Io non trovo sia una cosa così difficile da pensare. E non trovatemi la solita scusa: non abbiamo i meccanismi della difesa a 3, noi sappiamo fare solo quella a 4. Cazzate! Un giocatore medio di Serie A, se serve, sa anche adattarsi ad un modulo diverso per 90 minuti. In realtà il mio è un discorso di lana caprina, perchè ieri avremmo perso anche col 5-5-5 e la bi-zona.

I discorsi dipendiamo dal Torino non mi interessano. Domenica vado allo Stadio, mi guardo la partita e me ne torno a casa sperando di non trovare traffico nerazzurro al ritorno. Volevo raccontarvi la storia del 5 maggio in cui il Milan conquista la Champions in casa e l'Inter perde lo scudetto all'ultima. Volevo raccontarvi questa storia in cui vincevamo in casa e il Bologna perdeva a Brescia dandoci la Champions matematica. Volevo raccontarvela, ma poi mi sono accorto che noi la penultima avevamo vinto a Verona con un gol di Pirlo, questa volta invece ne abbiamo prese 3 a Napoli. Insomma manca un'analogia, anche se una bella grossa rimane: Hector Cuper. Chissà se riuscirà nell'impresa di far perdere 2 scudetti all'Inter.

Guardiamo con disincanto e come sempre: non succede, ma se succede...

Edit, ore 20.00: PARMA - Hector Cuper e' stato esonerato dalla carica di allenatore del Parma. Lo ha comunicato la societa' in una nota, a meno di una settimana dall'ultima partita di campionato contro l'Inter, nella quale i gialloblu' si giocano la salvezza e i nerazzurri lo scudetto. La squadra e' stata affidata ad Andrea Manzo, allenatore della Primavera. (Agr) - Andrea Manzo, per chi non lo sapesse, è un ex-giocatore del Milan. Con l'esonero di Cuper viene meno l'ultima analogia. Io, fossi stato in Ghirardi, non l'avrei mai esonerato, anche solo per ragioni scaramantiche e di ricorsi storici.

Postato da: ilCamisa a 18:30 | link | commenti (13)

Napoli - Milan 3-1 in gol Seedorf

Asfaltati. Ho trascorso la settimana scorsa a Parigi cosicchè non ho vissuto l'atmosfera pre-Napoli. Ma qualche giorno fa, leggendo che al San Paolo si andava verso il tutto esaurito, ho iniziato a sentire puzza di bruciato. Perchè se chi ci affronta va a mille all'ora noi siamo matematicamente sovrastati. E ieri non è accaduto altro che questo. Stanchi, cotti, bolliti, incapaci di tirar fuori più di 7-8 partite di grande livello in una stagione. Questa è la verità. Basti guardare gli impietosi uno contro uno Kaladze-Hamsik e Nesta-Lavezzi nelle azioni dei primi due gol (e parlo di due dei giocatori più fisici del Milan). Forse si poteva aspettare un po' di più ad inserire la seconda punta, per evitare di accrescere così presto gli squilibri in mezzo al campo. Ma questi sono dettagli. La sostanza è che la Fiorentina per mille ragioni merita più di noi un quarto posto in cui, francamente, da qualche mese era difficile sperare.

Postato da: flussodicoscienza a 10:14 | link | commenti (15)
campionato

CHIAREZZA

Vorrei chiarire alcuni argomenti che ho sollevato nelle nostre "discussioni" e che sembrano essere travisati.

1° SEEDORF E MODULO DI GIOCO -  Seedorf è un grandissimo giocatore ma troppo condizionante per i nostri schemi attuali. Tutto ruota intorno alla sua presenza in campo, se gioca lui non riusciamo a supportare le due punte più kakà. Nelle singole partite intyernazionali la cosa può andare bene ma nel lungo campionato italiano e con le difese italiane è ben più difficile. Il modulo con Seedorf in campo per essere utile richiede grande condizione da parte di tutti,  smarcamento senza palla e quindi velocità,cose che  sono difficili da avere per 36 partite, oltre tutti gli impegni internazionali. Altro problema di Seedorf, ma questo è colpa dell'allenatore, condiziona troppo quest'ultimo e lo spogliatoio. Detto questo io voglio chiarire che non sono contro il modulo con kakà e una punta dico che Seedorf e gattuso non sono più in grado di supportarlo e quindi, se, e ripeto, se, ronaldinho fosse in buone condizioni fisiche sarebbe un ottima soluzione, con flamini, per continuare anche con questo modulo. Ronaldinho rispetto a seedorf garantirebbe anche un numero maggiore di gol e l'olandese sarebbe un'ottimo rincalzo, sia partendo dalla panchina sia per far rifiatare kakà o ronaldinho. Quindi a chi sostiene che si vince anche con una sola punta io rispondo che sono d'accordo non faccio un problema di modulo ma di uomini: gli anni passano per tutti anche per seedorf e gattuso.

2° GATTUSO - Capisco che toccherò i sentimenti di qualcuno ma vorrei che questi riflettessero su quanto è successo con sheva, non serve attaccarsi all'uomo credendo ancora nel romanticismo della  maglia, questi sono tutti "professionisti" attacati solo ai soldi e Gattuso non è diverso. Dice di aver bisogno di motivazioni ma vi rendete conto della bestialità della cosa? Motivazioni? Le figure di "merda" fatte in campionato non dovrebbero essere la migliore motivazione per risarcire i tifosi delle delusioni di questi campionati? Arrivare quarti per fare la champions non è una motivazione? O forse la motivazione è un rinnovo di contratto in linea con quanto offerto dal Bayern? Allora queste motivazioni somigliano tanto a quelle che chiedeva sheva due anni fà. Altra cosa non fastidiosa ma vergognosa è stato aver creato questo problema in una fase così determinante della nostra stagione quasi a crearsi un alibi per le sue prestazioni tipo ieri, lostriscione di ieri è sintomatico i tifosi contro la società che deve "sottostare" alle "motivazioni" di gattuso.

3° PATO - Il ragazzo merita fiducia ma anche una riflessione senza paraocchi. Ho anche io l'impressione che venga male utilizzato o come prima punta, che lui non è, o troppo lontano e decentrato dall'area avversaria. Però a me preme parlare di Pato dal punto di vista caratteriale e non tecnico. I giovani dalle sue caratteristiche si bruciano per il carattere e per carattere non intendo solo quelli difficili alla Cassano ma anche quelli troppo deconcentrati come sembra essere Pato. Per far capire questo mio concetto ho provato a fare un paragone con Paloschi ma sono stato quasi accusato di lesa maesta, invece io credo che il paragone sia calzante e provo a rispiegarmi. Paloschi entra subito in partita, si avverte subito la scossa che dà, è continuo, sente l'importanza della partita ha voglia di fare, mentre Pato sembra sempre estraneo e alla ricerca del colpo ad effetto, gioca quasi da solo, ha un aria molto indolente alla serginho, non sembra avere quella concentrazione feroce di chi deve mettersi in mostra, sembra sentirsi già arrivato. Questo sentirsi arrivato a 18 anni potrebbe essere il suo grande limite. A proposito a chi dice che il gol fallito di ieri non è stato decisivo, ricordo che tante partite cambiano dopo un gol anche casuale, se andavamo sul 2-1 chissà cosa poteva succedere. Però non è questo il punto ma pittosto l'eccessiva superficialità con cui questo ragazzo affronta le partite.

Credo che questi tre punti siano tra i principali nodi da sciogliere in questa estate, che spero di rifondazione, la campagna acquisti bene o male ruoterà su questi chiamiamoli problemi. Ho tralasciato l'allenatore ma io sono per un nuovo ciclo con un nuovo allenatore giovane e non alla lippi, mi piacerebbe anche Donadoni se dobbiamo prosiguire sul solco milanista.

Roberto

 

 

Postato da: rodiota a 09:47 | link | commenti (9)

domenica, 11 maggio 2008
SEMPLICEMENTE DISGUSTATO

Semplicemente disgustato:

Sono disgustato con Ancellotti colpevole di aver regalato inispiegabilmente un primo tempo al Napoli quando dovevamo fare noi la partita. Sono disgustato con Ancellotti colpevole della scelta dei tre mediani dall inizio, anzichè di arretrare seedorf a centrocampo con l innesto di Pato dal primo minuto in attacco. Sono disgustato per un secondo tempo caotico seppur orgoglioso. Sono disgustato dal fatto che oggi doveva essere grande Milan, doveva essere Milan da Champions è stato Milan penoso rovinandomi questo sogno Champions, rattristendomi come non mai. E soprattutto sono disgustato con il clima che si è respirato in tutta la settimana negli ambienti Milan, questo blog compreso, in cui è parsa non finire mai la sbornia post derby, in cui si è parlato di calciomercato, di festeggiamenti a Napoli e addirittura di fare i conti in tasca all inter (che unica gioia non ha ancora vinto il campionato), dando per scontato la benedizione del Napoli alla nostra causa sottovalutando l orgoglio di una città intera ferita all andata. In settimana predicavo concentrazione , prudenza, umiltà...non ho ricevuto un solo commento da nessuno, evidentemente non sono questi i valori di questo blog, che comunque rimane grande...Mi sono iscritto in settimana e colgo l occasione per salutare tutto questo blog che comunque rimane un grandissimo mondo, ma la delusione è tale che trattenere le lacrime e pensare di commentare altri post è impossibile. Non mi vengano a dire che esistono i miracoli e che la fiorentina puo non vincere con un Torino già salvo. E in ogni caso anche se accadesse, la giornata di oggi lascerà per sempre un grande vuoto dentro di me e nei tifosi rossoneri...

Postato da: dnarossonero a 17:19 | link | commenti (35)
campionato

sabato, 10 maggio 2008

Domani

Le strade di Milano saranno tappezzate di quei colori là. Non un bello spettacolo. Ma di scudetti se ne festeggia uno ogni anno: presto la giornata di domani sarà dimenticata. Quella che non sarà dimenticata - e di cui proprio domani cade il settimo anniversario - è quella di quel venerdì sera in cui cambiammo il prefisso di Milano. In venti minuti o poco più Gianni Comandini divenne indimenticabile. E poi Giunti, Shevchenko, Shevchenko e Serginho.

Senza nemmeno bisogno dell'almanacco, ricordo Seba Rossi in porta, Helveg e Maldini terzini, Roque Junior e Costacurta centrali, Gattuso-Giunti-Kaladze-Serginho a centrocampo e Sheva-Comandini davanti. Con gli ingressi di Leonardo, Josè Mari e Guglielminpietro. In panchina, il primo capitano campione d'Europa e quello che lo fu nel 94.

E svegli a Napoli, per favore!

Postato da: flussodicoscienza a 11:35 | link | commenti (26)

giovedì, 08 maggio 2008
E ora archiviamo il derby...

Credo non ci potesse essere settimana più bella di questa, per scrivere questo mio primo blog ed entrare in questo club rossonero mitico...

comunque credo sia giusto archiviare immediatamente il derby  e  giocare le prossime 2 partite come 2 finali, ormai dipende solo da noi. Mi auguro che giochi Inzaghi titolare perchè è più in forma di Pato, ma il nostro futuro è lui, ho un pò paura che l esperienza panchina lo abbia un pò demoralizzato specie ora che si avvicinano le olimpiadi, ma è molto umile e credo la sappia vivere serenamente e che l anno prossimo sarà lui il nostro principale goleador. Gattuso i crauti stuccano!!! l esperienza Sheva insegna...fa freddo lontano dai cuori rossoneri...!!!!!!!


Postato da: dnarossonero a 18:25 | link | commenti (1)
campionato

lunedì, 05 maggio 2008

Preso Mathieu Flamini

Gioca in un ruolo dove serviva un rinforzo. E' giovane. Ha fatto una grande stagione. Può giocare sia nel ruolo di Gattuso che in quello di Ambrosini, con i quali si alternerà, e può pure mettersi davanti alla difesa.

Personalmente non metterei la mano sul fuoco sul suo valore, perchè mi è parso bravo ma non bravissimo. Ma a parametro zero e nella nostra situazione, era un'occasione da non farsi sfuggire. Bravissima la società.

Postato da: flussodicoscienza a 18:26 | link | commenti (12)
calciomercato

7x7=21

E’ successo che è successo. Il Milan ha meritatamente vinto il Derby e la Fiorentina è caduta a Cagliari. Ciò che fino a domenica mattina speravamo si è verificato. Abbiamo un punto di vantaggio; un punto misero, ma un patrimonio immenso da non dilapidare. E’ successo che ieri il Milan ha giocato una partita convincente dal primo all’ultimo minuto. E’ successo che anche i momenti d’apprensione - nonostante un Pato nocivo, sciagurato e disorientato - sono stati vissuti e superati senza perdere la testa (come invece era avvenuto a Roma e a Torino). E’ successo che ieri la nostra superiorità atletica era evidente, nel primo tempo quasi imbarazzante (il che era impensabile alla vigilia ripensando agli ultimi Derby). E’ successo che ieri il Milan aveva, nella sostanza, più voglia e più motivazioni per vincere la partita. E’ successo che l’Inter ha sostanzialmente fatto obiezione di coscienza rinunciando completamente a giocare, un po’ per un calo fisico evidente, un po’ per le curiose scelte di Mancini. Maniche a uomo su Pirlo è stata un’invenzione quantomeno bizzarra. Ha snaturato la sua squadra costringendola ad un’inferiorità numerica continua a centrocampo, che ha messo la partita sui binari voluti dal Milan: possesso palla e velocità di esecuzione negli ultimi 20 metri. La piacevole evoluzione di questo Milan di fine stagione è il cambiamento radicale di atteggiamento nella trequarti avversaria. Finalmente è venuta meno quella masturbazione calcistica di continui tocchetti al limite dell’area. Molte probabilmente sono le componenti di questo mutamento – su tutte la straordinaria condizione di Inzaghi e Kakà -, ma io ne individuo una in particolare: Gilardino in panchina. Con Gilardino in panchina non abbiamo più quegli assurdi e ripetuti appoggi (le famose sponde!) verso la nostra zona difensiva. O meglio, Pippo li fa ancora, ma solo quando servono. Pippo dà profondità, scivola fra le maglie avversarie e permette a Kakà di giocare con 10-15 metri di campo in più. La difesa avversaria, con Gilardino in campo, si schiaccia verso Kakà a causa del continuo arretramento di Gila, con Pippo invece si allunga. Ieri, se ce n’era veramente bisogno, si chiude definitivamente la diatriba su chi sia, a parità di condizione di salute, il miglior giocatore del mondo: Ricardo Izecson Dos Santos Leite. Punto. Nessun altro. Si riempiano pure gli altri la bocca con i Leo Messi, i Cristiano Ronaldo, gli Ibrahimovic e i Totti. Nessuno al mondo è come lui. Nessuno nella stessa partita riesce a realizzare un gol e a mettere 3 volte e ripeto 3 volte un compagno davanti alla porta completamente vuota. Nessuno, solo Kakà. Prima di passare ad altro una piccola menzione la riservo per Massimo Ambrosini: il Capitano. Non aggiungo altro. Nella sostanza però non è ancora finito nulla. Dobbiamo andare a Napoli, squadra che anche ieri ha dimostrato di volersele giocare tutte. Apprezzo, anche se lo temo, quest’atteggiamento. Noto una piacevole evoluzione nelle squadre italiane. Le ultime partite – ad eccezione dell’ultima di campionato che spesso fa storia a sé – vengono disputate veramente. I risultati scritti sono assai meno e così capita che l’Atalanta vinca anche con un Livorno onestamente però in patetico disarmo. Io, come detto poche settimane fa, mi limito a tifare e basta osservando con assoluto disincanto. E’ ovvio che ormai non si spera più, ora ci si crede e si devono stringere i denti. Nulla è deciso e Napoli forse è l’ultimo ostacolo prima di vedere la meta di una stagione complicatissima. E’ imperativo non commettere idiozie. Flamini è nostro (bene!) e non ascoltate queste stucchevoli altalene su Ronaldinho. Se arriva bene, se non arriva amen. Direi che è tutto.

 

Ah no, dimenticavo: nonostante la sconfitta di ieri, il campionato lo vince l’Inter però… Non succede, ma se succede…

Postato da: ilCamisa a 16:36 | link | commenti (15)

domenica, 04 maggio 2008
La vittoria dell'orgoglio



Quella voglia matta di segnare, correre sotto la tua curva, sentire il cuore che ti sbatte in petto e che quasi vorrebbe uscire, dare la forza a 60 mila persone di urlare forte il loro amore ed il loro sostegno per chi li fa sognare, piangere, emozionare, vivere. Questo, e molto di più, nella faccia di Pippo quissù.
Ma non solo in quella di Pippo, ma in quella di Ringhio, che entra nel riscaldamento incitando un popolo rossonero ormai stanco di vedersi sfuggire il derby. C'è la stessa voglia nella faccia di Ricky, concentrato, consapevole che lui può riportare il Milan ad un vittoria che pesa di più, tanto di più, del solito. C'è la stessa voglia, lo stesso volto contratto, anche in Ambrosini, quando recupera quella palla e ci spedisce dritti in paradiso.
Ma anche Nesta, e la sua partita perfetta, Bonera e quel correre su e giù senza mollare un centimetro, Pirlo, ma l'avete mai visto pressare così? Farei un torto a qualcuno continuando. Tutti i ragazzi sono stati splendidi.

In una stagione dura e sacrificata ci hanno regalato un pomeriggio di pazza gioia e di emozioni bellissime. Emozioni da Milan.

Moratti sbagliò a parlare di Champions League e di Milan nella stessa partita. E' come sventolare un fazzoletto rosso sotto gli occhi di un toro fermo da troppo tempo.

Postato da: Devil1986 a 23:13 | link | commenti (26)

 

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